Cora
/ˈkɔɹ.ə/
Cora deriva dal greco Korē (Κόρη), che significa letteralmente «fanciulla» o «ragazza». Nell'antica religione greca, Korē era l'epiteto di Persefone prima del suo rapimento da parte di Ade — denominazione che ne sottolineava la condizione di figlia di Demetra, ancora legata al mondo della luce e della fertilità. Il nome porta quindi con sé una delle storie più antiche della tradizione mitologica mediterranea, quella del ciclo delle stagioni e del ritorno della vita.
Nella letteratura dell'Ottocento il nome Cora conobbe una nuova stagione grazie all'opera di James Fenimore Cooper L'ultimo dei Mohicani (1826), dove la protagonista Cora Munro diventa simbolo di coraggio e dignità. Questo rilancio letterario contribuì a diffondere il nome nel mondo anglosassone, dove raggiunse il picco già nel 1880 al rango 15. In Italia lo troviamo nei registri anagrafici sin dall'inizio del Novecento, soprattutto nelle regioni del Centro-Sud, dove la tradizione classica greca era più sentita.
Oggi Cora è un nome in piena riscoperta anche in Italia: la sua brevità, la sonorità elegante e i riferimenti classici lo rendono molto apprezzato dalle famiglie urbane e colte. Nelle statistiche ISTAT degli ultimi anni appare con frequenza crescente, in particolare al Centro-Nord. Al Sud e in Sicilia si preferisce spesso la forma Corinna o Corina, che mantengono la stessa radice greca con una cadenza più melodiosa.
Numerologia e simbolismo
Basato sulla numerologia pitagorica — un sistema tradizionale che collega le lettere del nome ai numeri. Presentato per interesse culturale.
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